È con grande soddisfazione che la comunità di Veglie rinnova il proprio profondo e consolidato legame con Sant’Antonio Abate, figura che da secoli rappresenta un imprescindibile punto di riferimento spirituale e culturale per il territorio. Le prime testimonianze del culto nel nostro Comune risalgono al XV secolo, come attestato dall’affresco presente nella cripta della Favana, situata nei pressi del cimitero cittadino, nonché da un ulteriore affresco del XVI secolo raffigurante il Santo nella navata centrale della Chiesa Madre di Veglie.

Nel corso dei secoli, la devozione verso Sant’Antonio Abate si è progressivamente rafforzata, assumendo un valore simbolico di resilienza e speranza per l’intera comunità. Emblematico è il ricorso all’intercessione del Santo durante i bombardamenti anglo-americani della Seconda Guerra Mondiale, quando la popolazione invocò la sua protezione per la salvezza del paese. In segno di riconoscenza, fu allora formulato il voto di edificare un luogo di culto a lui dedicato, concretizzatosi successivamente nella costruzione della Parrocchia di Sant’Antonio Abate nel quartiere Lupo Monaco.

Oggi la Festa di Sant’Antonio Abate rappresenta un momento di particolare rilievo per la comunità vegliese, in cui tradizione, identità e partecipazione collettiva si fondono armoniosamente. Cuore simbolico della celebrazione è “Lu Fanoi”, il grande falò che richiama il senso di appartenenza comunitaria e il profondo legame con la tradizione agricola del territorio. La festa, tuttavia, va ben oltre il singolo evento rituale, configurandosi come espressione di un impegno condiviso che coinvolge l’intera cittadinanza, dalla raccolta dei fondi alla fase organizzativa, grazie alla partecipazione attiva di tutti.

La realizzazione dell’evento, che quest’anno si preannuncia particolarmente ricco e articolato, è resa possibile dalla sinergica collaborazione tra la Parrocchia e il Comitato Festa, con il significativo e apprezzato patrocinio del Comune di Veglie, nonché con il contributo del GAL Terra d’Arneo e della Pro Loco locale, partner fondamentali nell’organizzazione. La festa non si limita all’accensione del falò, ma si sviluppa come un percorso condiviso che coinvolge la comunità attraverso iniziative di carattere culturale e sociale.

Tutta la cittadinanza vegliese è invitata a partecipare a questi importanti appuntamenti, che uniscono passato e futuro, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e rinnovare la tradizione dedicata a Sant’Antonio Abate. Insieme, renderemo omaggio al nostro Santo e contribuiremo a rendere questa festa un’occasione di crescita sociale e culturale per l’intera comunità.

Ad aprire ufficialmente la settimana di preparazione alla festa sarà l’incontro dal titolo “Sora Nostra Madre Terra – Procuratevi di lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo avete trovato”, dedicato al rispetto del creato e all’ecologia, ispirato ai temi dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. L’appuntamento è fissato per domenica 18 gennaio alle ore 18.30, presso l’auditorium “Don Vito Frassanito” della Parrocchia Sant’Antonio Abate di Veglie, subito dopo la Santa Messa delle ore 17.30.

Dopo i saluti istituzionali di Padre Luigi Mogavero, parroco della comunità, della Sindaca di Veglie, dott.ssa Maria Rosaria De Bartolomeo, e delle alunne e degli alunni del Consiglio Comunale dei Ragazzi, la serata entrerà nel vivo con una serie di interventi che offriranno spunti di riflessione e confronto su ambiente, sostenibilità e responsabilità civile.

Interverranno:

Angelo Quarta (AGESCI), sul tema Educare alla cittadinanza attiva attraverso l’economia verde;

Roberto Paladini (INNOVACTION), con un contributo su Rifiuti ed economia circolare: esperienze modello;

Mariachiara Minoia (Slow Food Neretum), che affronterà il rapporto tra consumo consapevole e utilizzo delle risorse alimentari;

Dott. Ennio Cillo, giurista ambientale ed ex magistrato, che rifletterà su ecologia e tutela della natura, tra eredità e responsabilità;

Don Cosimo Posi, presbitero, che proporrà una lettura spirituale sul tema dell’ecologia integrale

L’incontro si inserisce nel solco tracciato da Papa Francesco, che nell’introduzione alla Laudato Si’ definisce il mondo “la nostra casa comune”, richiamando tutti a un rinnovato dialogo sul futuro del pianeta e sulla responsabilità condivisa nella custodia del creato.

Un’occasione aperta a tutta la cittadinanza per riflettere insieme sul legame tra fede, ambiente e impegno quotidiano, in preparazione alla festa di uno dei santi più amati dalla tradizione popolare.