L’ULTIMO dei combattenti vegliesi della seconda guerra mondiale ci ha lasciati.

Per anni, questi tre “Combattenti” hanno dato l’ultimo saluto a tutti coloro che avevano partecipato al secondo conflitto mondiale. Era un appuntamento al quale non rinunciavano. Anche se avanti negli anni tutti e tre portavano la bandiera presso la camera ardente in cui il loro compagno d’armi trascorreva le ultime ore della sua vita terrena. Quella bandiera, per la quale loro avevano combattuto, gli concedeva l’onore di starle vicino. Erano loro tre, quasi sempre, a ricordare ai presenti che quell’uomo avevano combattuto per la libertà di tutti noi.

Il Presidente della sezione di Veglie “COMBATTENTI E REDUCI DI GUERRA” sig. PICCIOLO, e i due soci sig. GENNACHI e sig. NICOLACI per nessun motivo mancavano all’appuntamento in cui bisognava onorare un combattente loro coetaneo.

La festa nazionale del Quattro Novembre era la loro FESTA e per nessun motivo potevano mancare.

L’ultimo dei Combattenti vegliesi NICOLACI MICHELE è andato via con i suoi 106 anni e il suo grande bagaglio di ricordi con i quali ha tentato di ricordare a noi quale prezzo avevano pagato loro per la nostra Libertà.

Riporto un posto preso da FB il 4 novembre del 2018 in cui pubblicavo queste foto.

“BANDIERA VECCHIA … ONOR DI CAPITANO” : “Bandiera vecchia”, vecchia e gloriosa, come le altre bandiere ai due lati di Michele. Passato il 4 novembre, già dal 5 novembre attendevano il prossimo 4 novembre. E’ la “sua”, la “loro” festa. Non è solo la commemorazione della Grande Guerra. E’ il ricordo di milioni di persone che hanno dato la vita per una bandiera, per una patria.

Per anni hanno portato la bandiera con onore e, soprattutto, con un sacro rispetto; di una sacralità che viene dal cuore, di una sacralità che è portata a dare anche la vita – se necessario – per quella bandiera.

Quella “bandiera vecchia” viene chiamata come testimone da varie scuole, dalle “elementari” alle superiori, ai licei per capire, per tentare di capire quello che è successo, se davvero è successo quello che a noi, oggi, sembra inverosimile. Qualche ragazzo ha scritto anche una breve tesi sulle vicende di quella “bandiera vecchia”, qualcun altro un piccolo opuscolo…. e a Veglie?

Dovremmo dare a questi combattenti maggiore dignità. Dobbiamo fare qualcosa affinché un giorno non dovremo avere vergogna di aver dimenticato quanto questi uomini ci hanno tramandato. Penso che i loro sacrifici saranno serviti a noi qualora ci chiedessimo a cosa serve il 4 novembre, a celebrare chi non c’è più? A ricordare, per dovere? O a tentare di ricordare per non ricadere in ciò che è successo? E come si fa a non ricadere in ciò che è successo se dimentichiamo velocemente quanto tramandatoci da Michele? C.P.