Questa piccola riflessione scaturisce da un un link riportato sul mio profilo da “geusu tree”
lclicca qui per leggere il post di geusu tree
Signorə Geusu tree,
COME SUGGERITOMI, RIVEDO PROFONDAMENTE QUANTO DA ME SOSTENUTO; HO DATO UNA INTERPRETAZIONE ERRATA AL POST DI GEUSA TREE IL CUI LINK è RIPORTATO QUALCHE RIGO PIù IN ALTO.
ho voluto usare volutamente la ə (schwa) non sapendo se chiamarlo Signore o Signora.
Infatti usare lo pseudonimo Geusu tree per difendere, con garbo, la propria trincea è legittimo, ma mi è sorto un grosso dubbio interpretativo del post linkato sul mio profilo. A vederlo lì, senza nessuna altra spiegazione, mi è sembrato di essere accusato, ingiustamente, per un “bannaggio selvaggio”. Questa ipotesi alla luce dei suoi chiarimenti postatemi su FB l’ho messa da parte, pur ammettendo che le richieste di amicizia anonime non mi sono gradite, io ho scelto di non accettarle quindi la sua richiesta di amicizia non era andata buon fine.

La frase del suo link che mi ha messo fuori strada è la seguente, ma pensare che non fosse indirizzata a me è stato un po’ difficile
<<Alcuni autori dei post non permettono alcuna replica alle loro argomentazioni usando l’arma del “bannare” coloro che sono in disaccordo. Succede quindi che le notizie false si diffondano finendo per essere considerate “veritiere”.>>
Questo leggo sul link che è riuscito a postare sul mio profilo quindi non è di fatto bannato tant è che non solo mi ha riportato il link ma ha anche riportato il testo, nella sua interezza, sul mio profilo. L’ho letto ed anche interpretato.
Probabilmente le sue buone intenzioni saranno molto vicine alle mie se tutti e due percepiamo la necessità di migliorare questo nostro “natio borgo selvaggio”. L’abbondante proliferazione, però, di pregiudizi nella nostra comunità cittadina ha fatto sì che io e lei finissimo su apparenti barricate opposte.
Continuare a nascondersi dietro ad uno pseudonimo, sarà anche un modo per manifestare il proprio dissenso, ma, penso che sarà poco efficace per modificare i luoghi comuni e i pregiudizi di Veglie in un mondo incontrollabile come FB.

- Veglieonline, anche nella sua incostante attività, è dal febbraio del 2000 che, come sito locale, ha contribuito a influenzare la vita amministrativa e sociale del paese, almeno questo penso io. Ma quando a Veglie si è parlato di “diga canaliva”, di sansificio, di una “piazza virtuale” (avendo constatato che l’agorà socializzante, LA CHIAZZA TI EJE, era ed è tutt’ora defunta) dove stava? Forse non era abbastanza cresciutə? Ma questa è storia sconosciuta o dimenticata?
Questo è il passato prossimo della mia comunità, è storia recente e la storia non procede per salti ma è un continuum di eventi apparentemente slacciati.
I suoi scritti (e questo le dice quanto la seguo su FB) mi fanno pensare che lei abbia delle buone capacità espressive e conoscitive, ma il tenersi nascosto non le dà grandi apprezzamenti di coraggioso, virtù di cui oggi Veglie ha molto bisogno. Allora butti giù la maschera e certamente troverà tanti alleati, ma anche tanti personaggi ostili e per contenere gli effetti deleteri di questi ultimi, c’è bisogno solo di vincere la paura, di mettersi insieme a chi ha il coraggio di esprimere il proprio punto di vista anche se questo non piacerà agli “amministratori del potere” di turno.
“La Libertà’ è’ Partecipazione” cantava Giorgio Gaber.

Per fare un po’ di chiarezza, alfine anche di evitare certi commenti che rasentano la diffamazione, penso che dovrò scrivere ancora sulla quella famosa delibera riguardante la “gita per gli anziani”.
Con stima Nicola Gennachi


