M A S S E R I A S I M O N I
La
masseria denominata Simoni e tutti
i territori ad essa appartenenti, messi nelle adiacenze di Veglie, erano, nel
1820, di proprietà dei figli del defunto Giovan Battista Mazzotta, di nome
Michelangelo, Maria Concetta, Mariantonia e Pietro tutti d'età minore e per
questo rappresentati dal loro tutore Giuseppe Saverio Favale.
La
masseria, che aveva il iusso e diritto di pascolare in 25 tomolate di terreno
macchioso al luogo detto la Macchia dell'Intini, era costruita di frabico
rustico e ruinoso e conteneva i seguenti
membri:
una
casa a tetto per uso del massaro, che attacca con una camera lamiata da
tramontana, e da scirocco con le capanne esistenti alla parte di fuori; un
forno per cuocervi il pane (...); una
capannuccia che attacca da ponente con il muro delli curti, e da levante con la
merce (...);
La
somma dei membri interi, calcolata per una vendita della masseria, era pertanto
di 291 ducati.