M A S S E R I A C A P U E S I E C O R D A D I L A N A
Nella
medesima perizia compiuta il 2 Gennaio 1850 per la masseria Santa Venia dal
Torsello e i suoi collaboratori, venivano comprese le masserie Capuesi e Corda
di Lana, la prima delle quali verrà affittata da Pasquale Trotta, proprietario
di Nardò, il 10 Maggio 1860, alla condizione di versare la somma di 420 ducati
all'anno, per quattro anni consecutivi, a don Luigi Semola, amministratore
generale dei beni della casa di Belmonte. I fabbricati diruti della masseria
Capuesi si componevano di:
un
ovile cinto da muri di pietra regolari in calce più una stanza scoverta ed un
mucchio di pietre le quali indicano il resto della masseria; ad oriente di detti
fabbricati vi è un chiusarello e ad occidente ve ne è un altro. Detti
chiusarelli per essere abbandonati sonosi ridotti macchiosi come macchioso è lo
spiazzo che cinge detti fabbricati (...).
Il
valore totale della masseria equivaleva a 4305 ducati e 80 grana comprendendo attrezzi,
pastorizie, capitanie e semenze della stessa, delle quali ricordiamo
succintamente: carretta una, valutata per ducati 28 e grana 60; campane
grosse e piccole n.10; vomeri n. 4; canecchie n. 2; forcate novigne n. 10;
strommolari n. 3; ordole uno con una zappa; tavole d'abete vecchie per uso da
riporvi cacio n. 4; caccavo uno; dieci mangiatoie da bovi di figura circolare
delle quali sei di pietra leccese e le altre di pietra carparo. (...).
La
masseria Corda di Lana, invece, veniva valutata nello stesso giorno e dallo
stesso Torsello, per 5369 ducati e 34 grana. Ne era allora il proprietario
l'arciprete di Veglie Giuseppe Colelli che dovette sicuramente cederla nel corso
del decennio ai Belmonte e al loro fittaiuolo e amministratore Luigi Semola; a
questi, infatti, il 13 Maggio 1860, gli ammassari
Giuseppe Callandro e Giuseppe Montinaro, domiciliati a Noci e di
passaggio a Copertino (presso il notaio Francesco Cosma), chiederanno in affitto
la suddetta masseria per sei anni consecutivi alla somma di 200 ducati annui.
Al
tempo della perizia i fabbricati della masseria Corda di Lana erano così
descritti:
per
un vano di porta ad oriente dell'ovile, si accede a un atrio circoscritto da
muri (...) che forma il menzionato ovile. A dritta si scorgono due vani arcati.
Questi mettono ad un locale destinato per stalla da bovi (...). A sinistra
entrando in detta stalla da bovi vi è un vano il quale dà ingresso ad un
locale destinato a conservare paglia.
Piccola stanza (...) per la merce. Altra stanza per abitazione dell'ammassaro (...). Locale con forno del diametro di palmi 8, in piccola parte sgrottato. Altro locale per ricovero delle pecore (...).