| AVVENTO A LORETO
Forte e gelido è il vento,
che turbina sonoro e che s’infila
a Porta Marina
con brevi strilli
ed ululati di lamento lunghi
seco recando l’eco
d’arcane sinfonie e nuove
che vengon d’altri mondi e d’altra gente.
Sembran suonate da un’orchestra d’archi,
o son cembali forse,
o forse squilli di tube d’argento?
Rimbalzano le note allegre e rapide
alle absidi ricurve, alte e sicure,
che son fortezza certa
per le antiche violenze e per le nuove.
Laggiù ribolle il mare
azzurro più che mai
e s’increspa e s’infrange,
tessendo e disfacendo
mille pizzi e ricami
con la candida schiuma.
Ultimo pellegrino,
mendicante di silenzio e pace,
lento salgo l’ascesa
e il caldo degli affetti
sol là dentro ritrovo
e il profumo di casa
presso la Madre.
E sfioro le lucide pietre
che vibrano ancora stupite
del “sì”
che la storia ha sconvolto,
dell’ “Eccomi”
su labbra tremanti affiorato
di giovane donna.
Et Verbum caro factum est:
HIC,
dove piego il ginocchio
e il Figlio
che è dono ad ogni Natale
adoro.
P. Silvano Guglielmi
Loreto, Avvento
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