| Claudio Penna | 10/12/2007 13.34.13 | In particolare per Matteo e per i suoi interventi del mese di ottobre 2007.
Non è necessario scomodare personaggio ed inserire le loro massime per esprimere il proprio pensiero. Che solo gli stupidi ed i morti non cambiano la propria opinione è abbastanza evidente! E' stato già detto che Veglieonline non ha nulla a che fare con l'Amministrazione comunale, non abbiamo MAI ricevuto un euro dal Comune né lo abbiamo mai chiesto, questo ci rende anche liberi di esprimere le nostre opinioni... nostre e di coloro che tu definisci mielosi o qualcosa del genere. Il rispetto, Matteo, rimane comunque sempre la base quando si esprime la propria opinione, anche qui ci sono milioni di personaggi illustri che lo mettono in evidenza con le loro massime!
Da tempo abbiamo inserito annunci per cercare non solo collaboratori ma anche webmaster… tu, se sei interessato puoi essere o l'uno o l'altro.
La registrazione è necessaria per diversi motivi. E' vero che nel Disclaimer si dice che ognuno si accolla le proprie responsabilità… ma se non esiste registrazione a chi ci si rivolge per le proprie responsabilità? Ad uno che si firma "pippo", "mario rossi"?
Finisco qui perché è inutile addentrarsi in cose già dette diverse volte… ma, nella propria libertà di espressione, conviene riflettere prima di scrivere. | | dania | 02/12/2007 0.11.18 | | I GIOVANI DEL NOSTRO SUD CONDANNATI ALL’IGNORANZA
Nelle regioni del nostro Mezzogiorno c’è una vera e propria emergenza sociale di cui nessuno parla: la povertà di competenze dei giovani. A lanciare l’ultimo allarme è un volume appena pubblicato dall’Istituto Cattaneo “Povertà e benessere, a cura di Andrea Brandolini e Chiara Saraceno”. I dati presentati nel saggio da Gianna Barbieri e Piero Cipollone fanno venire i brividi.Quasi un quarto dei quindicenni meridionali non sono capaci di svolgere semplici calcoli aritmetici, ordinare un insieme di numeri, calcolare il cambio fra due valute, leggere un grafico o una tabella. Ancora più grave, il 15% circa non è in grado di interpretare correttamente le informazioni di un elementare testo scritto, di utilizzarle per acquisire nuove informazioni. Se non colmano il proprio deficit cognitivo, questi giovani sono condannati ad un destino di ignoranza e di emarginazione
La misurazione della “povertà di competenze” è stata effettuata partendo dai dati PISA, un’iniziativa dell’OCSE che valuta periodicamente la preparazione scolastica dei quindicenni in una quarantina di paesi. Il punteggio medio dei giovani meridionali è significativamente più basso di quello dei giovani del Centro-Nord che è invece grossomodo in linea con la media europea. Ciò che emerge per il Sud è davvero un quadro da Terzo Mondo: in tutti i settori valutati (non solo matematica e lettura, ma anche scienze e capacità di ragionamento logico) i punteggi medi delle regioni meridionali si attestano ai livelli di paesi come Uruguay o Thailandia. L’indagine PISA misura le competenze solo di coloro che vanno a scuola. Sappiamo però che al Sud vi sono elevati tassi di abbandono : il 7% circa di quindicenni ha già smesso di studiare. Se tenessimo conto anche di questi ragazzi, la povertà di istruzione delle nuove leve meridionali risulterebbe ancora più elevata.
Naturalmente vi è una quota di quindicenni meridionali che ottengono punteggi alti e che hanno perciò alte probabilità di arrivare alla laurea e di alimentare successivamente qualche circolo virtuoso di “economia della conoscenza” anche al Sud. Ma qui scatta un secondo meccanismo perverso: la fuga dei cervelli. Secondo i dati dell’ultimo Quaderno di ricerca della Svimez, redatto da Mariano D’Antonio e Margherita Scarlato, quasi due terzi degli studenti universitari meridionali s’iscrivono in atenei del Centro-nord (nel 1992 il fenomeno riguardava solo un terzo degli studenti). Molti di questi giovani non tornano più al Sud. E quando non avviene subito dopo la maturità, la fuga spesso avviene dopo la laurea. Su cento studenti che si diplomano in una università meridionale, più di un quarto si trasferisce al Nord per cercare lavoro, soprattutto i laureati in ingegneria ed economia. Se il programma dell’OCSE valutasse anche le competenze dei venticinquenni, il Sud registrerebbe livelli di povertà educativa ancora più elevati: i venticinquenni più bravi se ne sono andati.
Questa drammatica situazione dovrebbe stare al centro del dibattito politico. E dovrebbe essere il punto di attacco più ovvio di una strategia di promozione del Mezzogiorno. Se il Sud non riesce a formare, valorizzare, trattenere (e magari anche attirare) giovani ricchi di competenze, quali possono essere le sue prospettive di sviluppo? L’alta incidenza della povertà educativa ha risvolti negativi non solo sul piano dell’efficienza, ma anche su quello dell’equità: i quindicenni con punteggi da Terzo Mondo (per non parlare di quelli che smettono di studiare) provengono quasi tutti da famiglie svantaggiate: i genitori hanno bassi livelli di istruzione e il bilancio familiare molto spesso non consente l’acquisto dei libri di testo, neppure usati.
In che misura questo stato di cose dipende dal sistema scolastico? Spunti interessanti per rispondere a questa domanda arrivano da un’altra ricerca fresca di stampa (Bretti, Checchi e Filippin, “Da dove vengono le competenze degli studenti?” Fondazione per la scuola). Al Sud la spesa pro-capite per istruzione non è più bassa che al Nord. Tende però ad essere più bassa la qualità delle strutture scolastiche e i dati dicono che gli studenti che frequentano istituti “poveri” di attrezzature, (biblioteche, laboratori, computer) e situati in edifici degradati hanno anche in media punteggi inferiori nelle valutazioni PISA. Sulla qualità degli insegnanti e dei metodi didattici mancano i dati e non si possono attribuire responsabilità precise. Ma gli autori della ricerca notano, giustamente, che l’attuale sistema d’incentivi (reclutamento, carriera, retribuzioni) fa sì che “i docenti incapaci finiscano con maggiore probabilità nelle scuole problematiche”, con ciò perpetuando lo status quo.
Combattere tutte queste dinamiche non dovrebbe essere una delle priorità dei ministri e delle forze politiche che si dicono di sinistra? In altri paesi OCSE, le indagini PISA hanno suscitato accesi dibattiti, hanno riorientato agende politiche e programmi di governo. In Italia ne parlano invece solo pochi studiosi. Ai quali non resta che registrare nei dati l’inesorabile conseguenza dell’inazione politica: il declino economico e sociale di un’area territoriale che fu e che dovrebbe tornare ad essere il più bel giardino d’Europa.
Maurizio Ferrera
– Corriere della Sera, Sabato 1 dicembre 2007, pag. 48-
(OCSE: Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)
(PISA: Programme for International Student Assessment)
| | dania | 30/11/2007 19.10.38 | |
Il doppio augurio, che parte da Milano,
è per NATASHA e STEFANIA e dice:
BUON COMPLEANNO!!!
BUON COMPLEANNO!!!
dania | | dania | 12/11/2007 10.17.59 | | 28-09-2007, MESSAGGIO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO INTER-RELIGIOSO AI MUSULMANI inoccasione della fine del RAMADAN
Cristiani e Musulmani: chiamati a promuovere una cultura di pace
Cari amici musulmani,
1. Mi è particolarmente gradito presentarvi per la prima volta i fervidi, amichevoli auguri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per la vostra gioiosa festa di ‘Id al-Fitr, che conclude il cammino fatto durante il mese di digiuno e di preghiera del Ramadan. Questo percorso rappresenta un tempo significativo per la vita della comunità musulmana e dona a ciascuno nuova forza per la sua esistenza personale, familiare e sociale. E’ infatti importante che ognuno renda testimonianza al messaggio religioso attraverso una vita sempre più integra e conforme al piano del Creatore, nella preoccupazione per il servizio ai fratelli ed in una solidarietà e fraternità sempre più grandi con i membri delle altre religioni e con tutti gli uomini di buona volontà, nel desiderio di lavorare insieme per il bene comune.
2. Nel travagliato periodo che stiamo attraversando, i membri delle religioni hanno soprattutto il dovere, in quanto servitori dell’Onnipotente, di operare a favore della pace, rispettando sia le convinzioni personali e comunitarie di ciascuno che la libertà della pratica religiosa. La libertà di religione, che non si riduce alla semplice libertà di culto, è infatti uno degli aspetti essenziali della libertà di coscienza, che è propria di ogni persona ed è la pietra angolare dei diritti umani. E’ prendendo in considerazione questa esigenza che potrà essere edificata una cultura della pace e della solidarietà fra gli uomini, e tutti potranno impegnarsi risolutamente per costruire una società sempre più fraterna, facendo tutto ciò che è in loro potere per rifiutare qualsiasi forma di violenza, per denunciare e respingere ogni ricorso alla violenza, che non può mai avere delle motivazioni religiose, poiché essa offende l’immagine di Dio nell’uomo. Sappiamo tutti che la violenza, in primo luogo il terrorismo che colpisce ciecamente e fa numerose vittime soprattutto tra gli innocenti, è incapace di risolvere i conflitti e non può che mettere in moto l’ingranaggio mortale dell’odio distruttore, a discapito dell’uomo e delle società.
3. Spetta a noi tutti, in quanto persone religiose, essere anzitutto educatori a favore della pace, dei diritti dell’uomo, di una libertà rispettosa di ciascuno, ma anche di una vita sociale sempre più forte, poiché l’uomo deve prendersi cura dei propri fratelli e sorelle in umanità, senza alcuna discriminazione. Nessuno può essere escluso dalla comunità nazionale a motivo della razza, della religione, né di qualunque altra caratteristica personale. Tutti insieme, membri di tradizioni religiose diverse, siamo chiamati a diffondere un insegnamento che onori ogni creatura umana, un messaggio d’amore fra le persone e fra i popoli. Spetta a noi, in particolare, formare in questo spirito le giovani generazioni che avranno la responsabilità del mondo di domani. Prima di tutto le famiglie, poi coloro che hanno responsabilità nel campo dell’educazione e l’insieme delle Autorità civili e religiose, hanno il dovere di curare la diffusione di un insegnamento giusto e di dare a ciascuno un’educazione appropriata nei diversi campi menzionati, in particolare un’educazione civica, che invita ogni giovane a rispettare coloro che lo circondano ed a considerarli come fratelli e sorelle con i quali è chiamato a vivere quotidianamente non nell’indifferenza ma con attenzione fraterna. E’ più che mai urgente insegnare alle giovani generazioni i fondamentali valori umani, morali e civici, necessari tanto alla vita personale che a quella comune. Ogni mancanza di civiltà deve essere occasione per ricordare ai giovani ciò che ci si attende da loro nella vita sociale. E’ in gioco il bene comune di ogni società e del mondo nel suo insieme.
4. In questo spirito, bisogna considerare importanti la continuazione e l’intensificazione del dialogo fra cristiani e musulmani, nella sua dimensione educatrice e culturale, perché si mobilitino tutte le forze a servizio dell’uomo e dell’umanità, perché le giovani generazioni non formino dei blocchi culturali o religiosi gli uni contro gli altri, ma siano autentici fratelli e sorelle in umanità. Il dialogo è uno strumento che ci può aiutare ad uscire dalla spirale senza fine dei conflitti e delle molteplici tensioni che attraversano le nostre società, perché tutti i popoli possano vivere nella serenità e nella pace, nel rispetto reciproco e nell’armonia fra le loro diverse componenti.
Per fare tutto ciò mi rivolgo con tutto il cuore all’attenzione di tutti perché, attraverso incontri e momenti di condivisione, cristiani e musulmani lavorino insieme, con reciproca stima, in vista della pace e di un avvenire migliore per tutti gli uomini; essi saranno, per i giovani d’oggi, un esempio da seguire ed imitare. I giovani avranno allora una rinnovata fiducia nella vita sociale e cercheranno d’inserirsi in essa prendendo parte alla sua trasformazione. L’educazione e l’esempio saranno così, per loro, fonte di speranza nel futuro.
5. E’ questo l’ardente auspicio che condivido con voi: che cristiani e musulmani sviluppino sempre più delle relazioni amichevoli e costruttive per condividere le loro specifiche ricchezze, e che essi vigilino in particolare sulla qualità della loro testimonianza di credenti!
Vi rinnovo, cari amici musulmani, i miei più fervidi auguri per la vostra festa e chiedo al Dio della pace e della misericordia che doni a tutti voi buona salute, serenità e prosperità.
Jean-Louis Cardinale Tauran, Presidente
| | dania | 21/10/2007 19.05.38 | | Ho letto solo ora. Grazie, Frick, d'aver condiviso con noi la tua esperienza di vita, apparentemente semplice, ma molto significativa. Grazie. dania | | Matteo | 18/10/2007 21.45.20 | | Mea culpa. Ritiro l'ultima parte del mio intervento, quella riguardante la ricerca di collaboratori...è passato così tanto tempo dal mio unico messaggio che non ricordavo la risposta di Nicola.
Per il resto sono fermo sulla mia opinione.
Togliete la registrazione, non negate che questa scelta ha avuto conseguenze fallimentari.
Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. (James Russell Lowell) | | Matteo | 18/10/2007 21.40.21 | | Ricordate il mio intervento di qualche mese fa fortemente contrastato da Nicola?
Bè...mai previsione fu più azzeccata!
Avete ammazzato il portale cittadino.
Nessuno scrive più (a qualche rarissimo qualche intervento mieloso da parte dei soliti, 2, noti)!
Complimenti..se non si ha più voglia di sbattersi a gestire il sito, perchè non cedere la mano a qualcuno che di voglia ne ha?...basta chiedere in giro.
Cordiali saluti | | Frick | 11/10/2007 17.26.11 | | Non c’erano i computer, non c’era la play station, non avevo molto con cui giocare…
Mia madre in cucina si appresta ad apparecchiare per “uno”.
Possedevo delle biglie di vetro, molte delle quali non acquistate ma vinte in mille gare, avevo uno splendido “big Jim” al quale però si ruppe un braccio e mai nessuno riuscì ne ci provò verità, a risistemarlo…
Mentre apparecchiava notai svogliatamente che le posate e le stoviglie erano del servizio buono. Una volta per natale mi fu regalato un trenino elettrico, io attendevo con ansia una pistola, o meglio ancora un fucile… tutti i miei amici ne possedevano almeno uno…Mia madre però era pacifista e fortemente Credente e mentre cucinava, alle tre del pomeriggio, canticchiava una vecchia canzone. Quel giorno, alle tre del pomeriggio, mentre mia madre cucinava ed apparecchiava io provavo a costruire un aquilone…Quel giorno, alle tre del pomeriggio di una estate qualunque, avevo appena otto anni…Le sentii dire “prego si accomodi”! A otto anni sfuggono molti particolari, ma gli odori colpiscono e rimangono impressi…Quell’ odore invase in pochi istanti la mia camera e la cucina per poi impadronirsi dell’intera casa…Quell’ odore puzzava…
La curiosità si affacciò prepotente, focalizzai il tutto, avevamo pranzato solo due ore prima perché mai lei aveva apparecchiato e cucinato di nuovo, e soprattutto per “chi”?
Aprii delicatamente la porta della camera e provai a guardare in cucina…
Sul caminetto intravidi un tovaglia annodata a mo di fagotto, alcune buste della “standa” stracolme di non so dirvi cosa, un paio di scarpe di cartone, un pentolino ed un fornello da campeggio…
Quel giorno, alle tre del pomeriggio di un agosto qualsiasi, non vedevo altro dall’uscio semichiuso della mia cameretta, dovetti spingermi oltre…Sulla destra appena usciti in giardino imperava un melo, sotto ai suoi rami vidi un tavolo imbandito, del vino e le stoviglie del servizio buono.
L’odore che puzzava si mescolava con i profumi della cucina, sovrastandoli di colpo proprio nel momento in cui una mano si posò sulla mia spalla destra ed una voce pesante e stanca ma cordiale mi disse “permesso giovanotto?”
Un brivido percorse la mia schiena, l’odore che puzzava mi invase, ne feci parte… distinguevo chiaramente la paglia bruciata dopo la mietitura, il tanfo di cantina umida in cui riposano recipienti unti e polverosi, il lezzo di sudore e il classico puzzo di cane bagnato…
La voce alle mie spalle apparteneva sicuramente ad un vecchio.
E quel vecchio aveva la sua mano poggiata sulla mia spalla destra, mi sentivo vulnerabile, scoperto e indifeso, dove era finita mia madre?
Decido che a otto anni sono già abbastanza grande per non avere paura, prendo a piene mani il poco coraggio a mia disposizione e mi volto con calma aspettandomi il peggio…
Due enormi occhi neri stanchi e buoni sovrastati da imponenti sopracciglia bianche mi fissano con dolcezza, i capelli bianchi anch’essi come anche la rada barba vistosamente incolta e trascurata… avrà avuto sessant’anni ma a me parevano cento…
Mi accarezzò il viso, mi sorrise, ringraziò e si sedette sotto il melo recitando una preghiera in non capì quale lingua…Apparve mia madre con in mano un piatto di spaghetti con sugo di pomodorini ed una foglia di basilico, sorrideva anche lei…
Mi sedetti di fronte a lui e ci guardammo senza parlare…
Il vecchio che non era vecchio accompagnava ogni boccone con sorrisi ed inchini con la testa, io continuavo a fissarlo e non parlavo, cominciando timidamente a mia volta a ricambiare i sorrisi e gli inchini allo strano ospite…
Era uno spirito libero mi disse, ma non capii
Non ci saremmo mai più rivisti mi disse, ne chiesi il perché ma non mi rispose…
Quel giorno, alle tre del pomeriggio di un 11 agosto qualunque, trenta anni fa incontrai per la prima volta la dignità dell’essere niente e nessuno, un senso di serenità aleggiava intorno al vecchio che non era vecchio, l’odore che puzzava veniva via via soppiantato dalla fragranza delle mele verdi che ci facevano ombra, quel giorno un vecchio che non era vecchio ed un bambino che non lo sarebbe stato più condivisero un istante immenso…
Capii mia madre per la prima volta… e le volli bene…
Vi chiedo scusa per avervi annoiato con questa storia senza importanza accaduta ad un “Frick” ancora troppo giovane per viverla appieno, per gustarla al momento con mille domande che adesso avrebbe voluto e potuto porre… ma forse la cosa più bella era proprio quel silenzio e quei sorrisi…
Ho voluto raccontarvelo, come si racconta ad un amico in una sera di malinconia, magari davanti ad un bicchiere di vino ed un camino…
Con affetto, Frick
| | dania | 06/07/2007 1.34.58 | | MATURITA’ 2007
In difesa dei loro studenti, cento Professori (milanesi in prima fila) hanno scritto una lettera al Ministro Fioroni, per denunciare che la prova di matematica che i liceali dello scientifico hanno dovuto affrontare era troppo difficile e non compatibile con gli studi effettuati durante l’anno. E anche per auspicare un diverso dialogo tra Ministero della Pubblica Istruzioni ed Insegnanti in prospettiva della maturità 2008.
Ecco alcuni punti di vista dei Professori, estrapolati dall’articolo “Cento Prof contro Fioroni: maturità troppo difficile” apparso oggi, 5 luglio, sul “Corriere Della Sera -fascicolo Milano-
“Lo scritto di matematica era anacronistico” -- “La prova non era adeguata ai liceali”-- “Tale inversione di tendenza ( riferito alla scelta del Ministro di un esame più serio e rigoroso), tuttavia, ci sembra che si sia concretizzata in un ritorno a vecchie tipologie di problemi, caratterizzati da una pesante complessità di calcolo, anacronistica rispetto agli orientamenti didattici attuali”-- “ Già il 21 giugno, giorno del secondo scritto, ci eravamo accorti della complessità degli esercizi proposti”-- “Anche i migliori erano terrorizzati, si guardavano intorno disorientati”-- “ Quello che davvero dispiace è che gli studenti più bravi, quelli che si sono sempre impegnati, siano stati penalizzati. Purtroppo non avranno il voto che si meritano”-- (giudizio sulla prova): “troppo mnemonica”, “che si riferiva al programma del terzo e quarto anno”-- “Riteniamo che questo caso sia emblematico rispetto all’assoluta mancanza di comunicazione fra il ministero e i docenti che ogni anno si impegnano nella preparazione dei candidati agli esami di Stato” (La richiesta): “Che il ministero elabori e renda noto entro i primi mesi del prossimo anno scolastico un elenco ufficiale chiaro e dettagliato di ciò che nell’ambito dei programmi devono sapere e saper fare gli esaminandi”.
Annachiara Sacchi,CDS -05.07.2007-
| | dania | 05/07/2007 19.42.07 | Per Flavio e Anna
Vi ho inviato un messaggio per richiedere “nuove”,
M’avete risposto descrivendo un percorso d’amore.
Son tanti gli ostacoli e dura è la strada che volge in salita,
ma “GRANDE" è il vostro impegno per far sì che la vita, sia VITA!
dania
| | Frick | 26/06/2007 12.20.19 | | Carissima Dania,
appena arrivati in quel di Loreto, e dopo le presentazioni di rito si è subito parlato di Veglie Vol e dei suoi interessantissimi frequentatori... il passo è stato brevissimo e parlare di te e Nicola è stato naturale...
ma sorpresa delle sorpresa è l'aver appreso che il mio interlocutore era da anni tuo Amico!! mi ha raccontato tantissime cose e aneddoti piacevoli, sprattutto dell'affetto e della stima che nutre per te!!
è stato poi davvero bellissimo prendere il telefono e comporre il tuo numero!! Grazie a te Dania... alla prossima | | dania | 23/06/2007 13.56.40 | | GRAZIE FRICK! Hanno detto che siamo una compagnia di amiconi che si parlano addosso, noi di VEGLIEONLINE! Sapessero quant'è bello esserlo. Conoscessero la meraviglia della condivisione! Grazie, FRICK, per la bellissima sorpresa! Grazie di avermi coinvolta nell'incontro in lontananza: Amici miei e di Veglieonline sparsi per il mondo che si incontrano casualmente. Incredibile! Bellissimo! GRAZIE,ancora FRICK a te e alla tua FAMIGLIOLA!
dania | | nicola | 09/06/2007 1.16.18 | | Per Matteo e….. non solo.
Fa piacere che ogni tanto ci siano delle critiche che aiutano a crescere. Fa piace che questo sito, portato avanti con dei “veri ritagli di tempo”, susciti l’attenzione di Matteo e, a onor del vero, anche di altri, e, in questo altri, non escludo neanche coloro che per il loro ruolo sociale devono fare scelte riguardanti la comunità cittadina. A volte, come hai fatto te Matteo, siamo critici e in questo nostro ruolo riusciamo a dare il meglio di noi stessi pur sapendo di sollevare qualche malumore. Questo sito, nato nel febbraio 2000, si poneva come fine quello di permettere a ogni cittadino di poter dire la sua, in paese piccolo come Veglie, anche durante il periodo della formazione delle liste elettorali e sappiamo bene come i burattinai della politica cercano di tenere lontano dalle loro alchimie quanta più gente è possibile.
Strada facendo siamo è cresciuti e ora i loro ideatori, Claudio e Nicola, non hanno tempo a sufficienza per dare una ulteriore adeguamento al sito. Cercansi collaboratori.
Siamo nati con l’idea di dare spazio a tutti non certamente a chi ha la semplice intenzione di provocare o, peggio ancora di insultare, persone di cui si conosce appena il punto di vista.
E di autentici “blablatori” ce ne sono stati. Si è anche tentato di fare un onesto e civile confronto con loro, ma niente: si dissacra tutto e tutti. A cosa serve dissacrare uomini e cose se poi non si ha niente da proporre? Sono questi i vari “Minaccia” e altri superIo che ogni tanto entrano con tanta arroganza e prepotenza che neanche il più giovane dei rinoceronti sarebbe in grado di esprimere in una carica disperata. Dare spazio a gente tipo Minaccia vuol dire mettere fine a questo servizio, che anche se povero aggrega intorno a se un piccolo numero di persone.
La registrazione: va fatta una sola volta e poi si accede con estrema facilità per esprimere il proprio parere, per dare il proprio contributo. Questo per evitare di correre dietro ai cretini che hanno tempo da perdere e la cui unica finalità è distruggere tutto ciò che non gli appartiene.
In ultimo, caro Matteo, questo servizio è dato gratuitamente agli utenti. Non è del Comune, non ci finanzia nessuno e, come vedi non ci sono banner o altri spazi pubblicitari.
Chi contribuisce col proprio sostenendo economico, chi con le proprie conosce tecniche.
Questa è la formula di questo sito. Due soli volontari e tanti altri collaboratori ai quali non viene preclusa la possibilità di una sana collaborazione. Tu, Matteo puoi essere tra questi collaboratori.
La redazione
| | Matteo | 07/06/2007 21.25.37 | | Sono Matteo, salentino con legami sentimentali a veglie, appassionato da sempre di web, da qualche hanno faccio il webmaster di professione (e non mi sento di congratularmi per il sito...anche se creato da un amatore credo si possa fare molto di più!).
Dico la mia, e andrò controcorrente (non sono il "solito insoddisfatto", tranquilli):
la scelta del login obbligatorio per utilizzare gli strumenti di messaggistica del "portale" mi sembra un po' troppo drastica... così si bloccano anche gli interventi di chiunque usa questo spazio come punto di ritrovo online.
Certo, capisco che gli interventi dei soliti deficienti siano spesso irritanti, ma mi sembra che bastava cancellare quelli più stupidi per far tornare alla normalità un sito comunque gestito, e frequentato per la maggior parte, da persone che non hanno mai accettato un pensiero, un giudizio o una battuta che uscisse fuori dai binari del loro schema mentale. Secondo me bisognerebbe evitare questa linea dura di epoca dittatoriale, ormai obsoleta in italia.
Siate aperti a qualsiasi opinione, goliardata o maleducazione. Questo non è uno spazio web privato (non credo lo paghi il web master) ma un servizio che il comune offre ai suoi cittadini, quindi mi sembra giusto permettere a chiunque usufruisca del servizio di poter esprimere apertamente, senza vincolo di registrazione o altro, ogni suo pensiero. Del resto del DISCLAIMER c'è scritto "Chiunque invia testi, foto, grafica, materiale audio e video a Veglieonline.it dà automaticamente l'autorizzazione alla pubblicazione gratuita di detto materiale e se ne assume tutte le responsabilità sollevando Veglieonline.it da qualsiasi forma di responsabilità. Veglieonline.it, in ogni caso, si riserva la pubblicazione di materiale chiaramente lesivo ed offensivo verso terze persone o di contenuti vietati dalla legge, senza alcun preavviso". Correggetemi se sbaglio | | dania | 04/06/2007 0.13.30 | | Riporto alcuni passi di una interessante e toccante lettera di testimonianza e protesta, pubblicata sulle pagine milanesi del Corriere Della Sera di oggi, domenica, tre giugno 2007.
Giovani, droga e scuola.
Sono un ex tossicodipendente che dedica la sua vita facendo attività di prevenzione nelle scuole.[…] Voglio urlare basta! Basta con assurde proposte di legge di chi neppure sa cosa sia una canna. Basta aspettare che succeda qualcosa di grave per organizzare dei futili tentativi per arginare il fenomeno. Basta sentire persone di spettacolo che dichiarano in pubblico di usare droghe.[…] Nel corso degli ultimi due anni, ho iniziato a trovare sempre più giovani che fumano canne in terza media. […] Faccio prevenzione anche all’Istituto Gadda di Paderno Dugnano. Proprio dove è morto recentemente il 15enne Dario. A chi dare la colpa? Agli spacciatori? No, troppo facile […] Pensate veramente che trovando lo spacciatore possa cambiare qualcosa? Nel caso di Dario, sono sicuro che si trattava di un bravo ragazzo. Ormai non esiste più l’immagine del consumatore di droga come scapestrato, criminale e delinquente. Anche i ragazzi “comuni” lo fanno. […]E’ vero che chi fuma canne non necessariamente inizia ad assumere altre droghe ma è altrettanto vero che chi usa altre droghe “pesanti” ha iniziato fumando canne.[…] Ho visto la mia vita spegnersi di giorno in giorno sino a ritrovarmi all’età di 21 anni drogato, spacciatore e criminale. Quando avevo 13 anni ero un tranquillo ragazzo di provincia […] facevo sport, suonavo uno strumento musicale, ero impegnato nel gruppo teatrale della parrocchia[…]Ma poi, in poco tempo tutto è cambiato. Pensavo di fare la cosa giusta a fumare canne, bere e poi arrivare ad iniettarmi eroina. Solo quanto, sette anni più tardi dalla prima canna, gli amici mi hanno abbandonato in coma in un bosco, rubandomi alcune dosi che avevo con me, soltanto quel giorno capii che qualcosa non andava secondo i miei piani, le mie ideologie di libertà svanirono nel nulla e dovetti fare i conti con la realtà. Enrico Comi (rico@enricocomi.com)
| | dania | 18/05/2007 23.30.25 | | Nelle lacrime per un Prof c’è la scuola più bella
L’altro ieri a Milano è accaduto qualcosa di unico e indimenticabile. Un intero quartiere si è ritrovato nella chiesa di San Pietro in Sala di piazza Wagner per ricordare “Il Monti”. Parliamo tanto spesso della mancanza di figure di riferimento per i nostri ragazzi, e anche chi sa di essere presente in modo positivo coi propri figli spesso fatica a trovare le parole giuste per aiutarli a crescere. Claudio Monti, il prof più amato da vent’anni nella scuola media Mauri, “Il Monti”, è stato il riferimento per migliaia di ragazzi che negli anni hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Lo è stato in modo semplice, a assoluto e privo di retorica e paternalismo; lo è stato con attenzione costante, con sguardo intelligente, con battute di spirito e sfuriate titaniche. Ha insegnato ai ragazzi il senso di se stessi, del lavoro comune, dell’entusiasmo, del rispetto per tutti. La sua capacità di ascolto e la sua travolgente comunicatività lo hanno reso un punto di riferimento anche per i genitori e per i professori. L’altra sera c’erano tutti, credenti e non credenti, tutti i compagni dei tre figli di Claudio e di Anna, tutti i suoi studenti dagli 11 ai 25 anni. Con loro genitori, nonni, amici di sempre. Una frase vorrei ricordare tra quelle pronunciate: “Nessuno di noi sa il perché di questa morte, ma qui stasera c’è il perché di questa vita”. Catina Ponti
Giangiacomo Schiavi, ha inserito questa lettera ne “Il caso” della sua rubrica Via Solferino 28, del Corriere Della Sera del 17 maggio 2007, rispondendo così:
Cara Catina, [...] la sua lettera mi ha trasmesso un misto di rabbia e speranza, mi ha detto ehi, giornalista, fermati un momento, ragiona su quel che accade intorno a te, non ci sono soltanto marpioni furbastri […] fuori ci sono anche gli uomini come il Monti, quelli che ci insegnano a vivere, a crescere, a credere in noi stessi, quelli che rendono indimenticabile la scuola, l’ora di italiano, di matematica o dell’educazione fisica […]. schiavi@rcs.it
| | dany | 04/05/2007 16.18.27 | | Caro Piergiorgio, invece di sorbirti Dania dovrai sorbirti Dany (sorpreso?). Non siamo la stessa persona, anche se il nome è quello. Dovresti portarle più rispetto perchè, a differenza tua, lei non ti lancerebbe tutte le accuse che tu, invece, hai rivolto a lei. Ha il massimo rispetto per tutti, anche per coloro che non la pensano allo stesso modo. Non scade mai nella maleducazione, nella volgarità, nel dispetto, a differenza di tutti i tipi come te che, gratuitamente, offendono per il solo piacere di offendere. Il fatto che una persona ci stia antipatica non ci autorizza a diventare incivili, arroganti. Grazie a Dio esistono persone piene di idee, di pensieri, di riflessioni, di vita, di anima e non hanno nessuna titubanza ad esprimersi su tutto... e poi, perchè dovrebbero? Non dobbiamo essere solo spettatori passivi di questa vita, è bello avere una testa, farla funzionare e metterla in comunicazione con quella degli altri.
Viva Dania!!!
A proposito di Gesù, non confondiamo il Cristo con i Cristiani. Forse i Cristiani veri, rispetto a quelli che si professano tali, sono pochi, ma si può sempre migliorare, c'è speranza di salvezza per tutti, anche per te! | | Schifato | 04/05/2007 12.54.40 | | Vorrei inserirmi in questa diatriba tra dania e tale "andrea rivera" facendo un paio di domande a loro e a chi può interessare il mio intervento.
Considerando che sono d'accordo con chi afferma che il discorso tenuto da quel ragazzo in quel giorno è totalmente fuoriluogo e che, con un pizzico di mania di protagonismo, abbia trovato la formula giusta per intascare qualche soldino in più nelle sue prossime apparizioni, chiedo:
perchè la gente cattolica si ostina a reagire violentemente (con le parole ovviamente) contro chiunque faccia un intervento che critichi il mondo religioso (e di marciume ce ne è tanto anche li) e non, una volta almeno nella loro vita, ammettono che la chiesa ha permesso i funerali religiosi a criminali spaventosi (ok, la grazia del Signore è infinita) e ad un povero malato li ha negati?
Mi sto convincendo sempre di più che ha ragione quello che disse "con Gesù in croce c'erano due ladroni, non due malati di sclerosi multipla"... | | dania | 03/05/2007 23.01.33 | | Grazie. Sì, ci voleva la correzione. | | dania | 03/05/2007 15.25.06 | | A VEGLIE
Ti prego, sull’imbrunire,
conducimi tra gli ulivi centenari
in località Schiavoni,
dove, tra le fronde,
i minuscoli cantori,
intonano canti di festa.
Fammi camminare sul verde
dello spiazzo libero e poi
indicami, ancora una volta,
la direzione del mare.
Lascia che il mio sguardo
si perda, così, nell’infinito.
| | dania | 02/05/2007 23.01.09 | |
Se tu avessi il coraggio di dire il tuo nome una persona solidale potresti trovarla proprio in me. Tu non hai idea di quanto io sappia criticarmi. E, forse non te ne sei accorto, di quanto io sappia pure tacere.Quando è il caso di tacere. Lascia stare la Santa di Calcutta, per favore. | | dania | 02/05/2007 20.47.08 | | Le parole di Andrea Rivera, oltre che essere discutibili, sono state pronunciate fuori luogo e fuori tempo. Non dimentichiamo che i segretari CGIL-CISL e UIL SI SONO DISSOCIATI. | | Andrea Rivera | 02/05/2007 16.53.41 | | Dal concerto 1° Maggio, piazza S.Giovanni (Roma):
"Il Papa non crede nell'evoluzionismo. La chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana!"
...sante parole | | dania | 30/04/2007 23.00.26 | | Ridete...ridete! Voi siete davvero nel mio cuore. Sono stata bene a Veglie: mi manca! | | Claudio | 29/04/2007 9.26.55 | | Poi ci incontreremo tutti...a bere un caffè da Mario...con la sua moka da 3 tazzine, ma espandibile anche fino a 5 tazzine se la compagnia lo richiede | | dania | 25/04/2007 23.55.05 | | Caffè marocchino, caffè mokaccino, caffè alla nocciola...
Non reggono il confronto col caffè di MARIO. |
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